PRODUZIONI | COMEDY

Chiara Becchimanzi

Biografia

Chiara Becchimanzi – Attrice, regista, autrice, stand up comédienne, progettista culturale, co-fondatrice della Compagnia Teatrale
Valdrada, attivista, traslochi sgomberi l’arrotino e l’ombrellaio. Scrive, dirige e interpreta, tra gli altri, il monologo comico “Principesse e
Sfumature” (Eccellenza Creativa del Lazio 2018, Premio Comedy Roma Fringe 2016, Coppa Solinas Roma Comic Off 2017), “Precario
Diario”, “Di Altri Demoni” e “Dionisiaca” (co-prodotti dalla Regione Lazio). Partecipa a programmi comici Rai (“Battute?”) e Comedy
Central (“Stand Up Comedy”, “Comedians Solve World Problems”, “Stand Up Comedy Rehab”). Dal 2012 al 2019 partecipa al tour
mondiale della Compagnia Internazionale Ondadurto Teatro; è vicepresidente del Teatro del Lido di Ostia. Laurea magistrale in
Scienze Umanistiche; diplomata all’Accademia Internazionale di Teatro di Roma; Master di primo livello all’UniCatt. A dicembre del
2019 pubblica il suo primo romanzo, “A ciascuna il suo”, un erotico-comico illustrato da Ilaria Palleschi, da cui trae un podcast che
risulta tra i più ascoltati del 2020. Nella stagione 2020-2021 è autrice e co-conduttrice del programma radiofonico “La Ritirata dei
Gladiatori” su Dimensione Suono Roma. Scrive e interpreta nel 2021 “Le Intellettuali di Piazza Vittorio” diretto da Augusto Fornari. Dal
2010 a oggi, progetta e dirige oltre 15 manifestazioni culturali multidisciplinari, sostenute da enti pubblici, tra cui una rassegna teatrale
a Lipari e Vulcano nel 2010. Lavora come autrice per Cinzia Leone, Mario Rellini, le Karma B. Attualmente in redazione Banijay per
“Boomerissima”, il nuovo show di Alessia Marcuzzi.
Nel 2022 il suo spettacolo “Terapia di gruppo”, format interattivo unico nel suo genere, fa tappa in praticamente tutta Italia.

Verona 5 e 6 ottobre |  Spazio Modus | Fearless + PrecariAffettiva
Monterotondo 8 novembre | Teatro Ramarini | Principesse 
San Donà di Piave 30 novembre | Spazio Zenit |  Principesse
Foligno 5 dicembre | Spazio Astra | PrecariAffettiva
Roma 13-14-15 dicembre | Teatro Testaccio | Fearless
Latina 12 gennaio, Sottoscala 09, | anteprima A ciascuna il suo
Ostia 18 gennaio | TdL | Fearless 
Palermo 25 gennaio| Camus | PrecariAffettiva 
Roma 5 febbraio | Le Mura | PrecariAffettiva
Firenze 12 febbraio | Combo | PrecariAffettiva 
Roma 13-14-15 febbraio | Teatro Tor Bella Monaca | Principesse 
Bergamo 20 febbraio | Maite | PrecariAffettiva 
Bologna 27 febbraio | Teatro Dehon 
Roma 29 febbraio | Radio Rock | A ciascuna il suo in radio
Velletri 8 marzo | Teatro Tognazzi | Di altri demoni (con Daniele Parisi)
Roma 12 marzo | Casa Internazionale delle Donne | presentazione ufficiale libro A ciascuna il suo
Milano 13 marzo | Apres-Comedy 
Vicenza 21 marzo | Spazio Kitchen | Principesse
Messina 27 marzo | Teatro Savio | Principesse + Fearless
Rieti 3 aprile | Teatro dei Condomini | PrecariAffettiva 
Livorno 10 aprile |  PrecariAffettiva
Roma 8-9-10 maggio | Teatro Garbatella | Precario Diario
Lecce 16 maggio | Teatro Sala Carducci | PrecariAffettiva 
Viterbo 30 maggio | Centro Universitario Teatrale

I monologhi

TERAPIA D’URTO.
DIO, PATRIA E FAMIGLIA

Dopo aver girato l’Italia con “Terapia di Gruppo”, format che mescola sapientemente stand up comedy, teatro e improvvisazione
realizzando un’esperienza interattiva diversa di replica in replica per un processo terapeutico che è servito soprattutto a lei, Chiara
Becchimanzi rilancia con “Terapia d’Urto – Dio Patria e Famiglia”, fondendo il suo flusso di coscienza a quello del pubblico per
scagliarsi in maniera violentemente esilarante contro tutto ciò in cui crediamo di credere. Perché se una “Terapia di Gruppo” può
essere servita a superare conseguenze e strascichi del Covid-19, forse una “Terapia d’Urto” può salvarci dall’autodistruzione.
O magari può aiutarci, finalmente, ad accettarla, come conseguenza ultima della nostra condotta di merda.

Terapia di Gruppo

Un flusso di coscienza inarrestabile ed esilarante per esplorare le idiosincrasie vecchie e nuove, gli stereotipi indistruttibili e quelli di cui dovremmo vergognarci, il politicamente corretto, le paure del contagio e il contagio delle paure. In forma di terapia di gruppo, ovviamente: nessuno escluso, all in – potrebbe succedere di tutto: e questo perché il pubblico sarà sempre coinvolto in prima persona, tanto da determinare la direzione (tutta improvvisata) che prenderà il discorso. Dall’ hic et nunc ai massimi sistemi, dalla personalissima esperienza di un’attrice autrice regista stand up comédienne traslochi sgomberi l’arrotino e l’ombrellaio a quella di ogni spettatore/spettatrice, per riderci addosso, conoscerci, innamorarci (insultarci anche)… e poi sentirci meglio di prima. Ovviamente, senza aver risolto niente.

PrecariAffettiva

La generazione delle precarietà raccontata senza filtri, dall’occhio attento (e disperato) di chi la vive dal di dentro: le relazioni, la stabilità, la casa, la famiglia, il lavoro – tutto è precario in questa nostra stramba epoca, fatta di impegni che non riusciamo a prendere…e di corse forsennate, visto che l’unica eredità certa che ci hanno lasciato i nostri predecessori sono le gambe per correre. Le questioni sessuali, sentimentali, psicologiche e relazionali più spinose del nostro tempo sviscerate una per una, per provare a capire tutt* insieme cosa diavolo vogliamo, e se possiamo averlo. Uno stream of consciousness che oscilla dal particolare al generale coinvolgendo il pubblico in un irresistibile vortice di paradossi.

Fearless

Chiara Becchimanzi, premio Comedy Roma Fringe 2016, tra le 100 eccellenze creative del Lazio 2018, conduce una sensuale, emozionante e soprattutto autoironica terapia di gruppo, per cercare di capire cosa diavolo è che vogliono le donne, e se sia poi così diverso da quello che vogliono gli uomini. Per poi gridarlo a gran voce: senza paura.
“Fearless” fonde Stand Up Comedy, musica, satira e teatro in un viaggio trascinante, per smontare i tabù sessuali e sentimentali che ancora ci ingabbiano uno per uno, in un processo liberatorio ed esilarante che non lascerà nessuno/a escluso/a.
Un’esperienza di grande condivisione teatrale, arricchita dalle chitarre di Alessio Righi, compagne di viaggio fondamentali per un flusso di coscienza i cui risvolti non sono mai quello che sembrano. 
Chiara Becchimanzi prosegue la riflessione iniziata con “Principesse e Sfumature – Lei, Lui & Noialtre”, [inserito tra le 100 Eccellenze Creative del Lazio 2018 (Volume 100 Storie di Creatività), Coppa Solinas Roma Comic Off 2017, Premio Comedy Roma Fringe 2016, scelto dal Festival di Psicologia 2017 e dal Collettivo Chayn per i diritti delle donne, andato in scena in tutta Italia per oltre 40 repliche] costruendo un ragionamento esilarante eppure delicato, coinvolgente e dissacrante, che va dalla vulva e i suoi desideri reconditi alla proposta di compiti da svolgere in sala (tutt* insieme) e a casa (privatamente), dalle idiosincrasie e i limiti della comunicazione tra donne , dall’amore omosessuale alla maternità, dalla pressione sul maschio alle sue frustrazioni, dagli orgasmi di lei agli orgasmi di lui, da Aristotele a Maria Maddalena al perbenismo anni ’60, dal femminicidio all’aborto, analizzando gli stereotipi di genere uno per uno, in un crescendo interattivo di cui il pubblico è assoluto protagonista, con l’intento di innescare, attraverso la risata e l’emozione, un meccanismo di riflessione sulle contraddizioni del nostro tempo, che sbandiera la parità senza realizzarla. Riflettere sull’origine di ogni nostro, personalissimo “circolo vizioso degli stereotipi”, può essere un ottimo punto di partenza per scardinarli tutti. Perché di riflettere c’è bisogno, ma se si riflette ridendo si riflette meglio.
Lo spettacolo è andato in scena in prima assoluta l’8 marzo 2019 al Teatro Tognazzi di Velletri. Ha vinto il Bando WeGil, dov’è programmato per il 3 maggio. Andrà in scena il 14 e il 15 maggio al Teatro Tor Bella Monaca.

Principesse e sfumature — Lei, Lui & Noialtre

Cenerentola? Pollyanna? Anastasia Steel? Tante facce della stessa medaglia. Ma forse, ‘sta medaglia, è ora di buttarla al cesso. “Principesse e sfumature” è il diario di una psicoterapia tragicomica, che propone uno sguardo piccante, sincero, acuto, femminile e soprattutto esilarante sui cliché di genere (e non solo). Una donna a cavallo dei 30 anni, una indefinita psicoterapeuta dalla voce suadente, e molte domande: perché le donne di oggi devono essere per forza “tutto”? Cosa vuol dire sottomissione femminile in un contesto in cui una patacca editoriale come “50 sfumature di grigio” vende lo stesso numero di copie di “Don Chisciotte”? Cosa vogliamo, a letto, da un uomo? Perché non sempre riusciamo a chiederlo? Quali sono i nostri modelli estetici, e soprattutto emotivi? Perché spesso siamo portate ad accontentarci, a sacrificarci? E soprattutto… Voi ve la ricordate Topazio? Senza mai prendersi troppo sul serio, lo spettacolo e la sua protagonista si interrogano sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità, a partire dalla narrazione di vissuti che potrebbero essere condivisi da molti/e, e che conducono, appena prima della fine, a sentirci bambini e bambine, e chiederci – davvero – se le cristallizzazioni che abbiamo creato per distinguere i generi siano poi così incontrovertibili, o così importanti. Un ragionamento sincero e sentito, in grande rapporto con il pubblico, durante il quale il percorso è più importante del traguardo.
Avere 30 anni in questa nostra malandata epoca vuol dire far parte della generazione dell’incertezza. Lavorativa. Logistica. Sentimentale. Scrivo “Principesse e sfumature” perché sono veramente in terapia. Perché veramente ho incontrato uomini di tutti i tipi. E soprattutto, perché le colte, brillanti, infaticabili trentenni multitasking della nostra epoca odiano le principesse… ma a volte vorrebbero esserlo. Anche se non lo ammetterebbero mai. E questo attrito tra ciò che siamo consapevolmente diventate e ciò che il bombardamento culturale subito nell’infanzia ci induceva ad essere genera situazioni esilaranti, incomprensioni irresistibili, disavventure immediatamente riconoscibili…ma anche, purtroppo, ferite più o meno rimarginabili. Provare a riderci su è un modo per comprenderle. Perché di riflettere c’è bisogno,  ma se si riflette ridendo si riflette meglio.

— Chiara Becchimanzi