> Sulle Spine

produzione / comunicazione / promozione

Testo e Regia Daniele Falleri

 

con

Urbano Barberini e con Sergio Valastro

 

Aiuto Regia Viviana Broglio
Direttore di Scena Simone Romano
Musiche Marco Schiavoni
Foto Carlo De Gori
Ufficio Stampa Rocchina Ceglia
Distribuzione e Promozione ALTRA SCENA

 

 

 

 

 

 

 

 

Scheda Spettacolo

‘Noir psicologico a tinte comiche’ è la definizione che meglio descrive il genere di questa pièce teatrale. Si parte da spunti di realtà oggettivamente drammatici raccontati attraverso il filtro di un’ironia schietta e travolgente.
La trama si dipana attraverso situazioni probabili, ma imprevedibili tanto da spiazzare continuamente lo spettatore con una serie di colpi di scena che fanno assumere alla storia una parvenza di thriller.

In Sulle Spine si parte da spunti di realtà̀ oggettivamente drammatici raccontati attraverso il filtro di un’ironia schietta e travolgente. 

La trama si dipana attraverso situazioni probabili, ma imprevedibili tanto da spiazzare continuamente lo spettatore con una serie di colpi di scena che fanno assumere alla storia una parvenza di thriller. 

Silio, aspirante attore, ex-adolescente bullizzato sessualmente incerto, dopo aver trascorso l’intera vita alla ricerca continua di un affetto negato decide di prendere in pugno la situazione e di forzare gli eventi a suo favore. Guidato da una lucida follia, modifica i destini della propria famiglia passando indenne attraverso situazioni ai limiti dell’attacco cardiaco. 

 

Gli eventi evocano episodi di cronaca drammaticamente attuali, tra gli altri la piaga adolescenziale del bullismo. 

Quali ripercussioni può avere sulla vita di un adulto la ferita mai rimarginata di vessazioni subìte da bambino? Vittime e carnefici vivranno eternamente sulle spine o riusciranno a spuntarle?

Un noir da morire dal ridere. Barberini regala a questo nevrastenico dei nostri giorni un’interpretazione agile e disinvolta. E, non c’è dubbio, diverte con intelligenza. 

Il Giornale

Spettacolo con un ottimo protagonista, Urbano Barberini, che gioca abilmente con l’ironia e con un certo trasformismo, arrivando ad un finale davvero esplosivo.

Corriere della Sera

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